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Novità e informazioni

Il corpus delle raccolte custodite nel Centro pavese si presenta oggi compatto e rilevante: sono circa duecento i fondi d'autore all’interno dei quali si trovano migliaia di fogli manoscritti e dattiloscritti di opere letterarie, diari, epistolari, sceneggiature, disegni d'autore, spartiti musicali, fotografie.

Il poeta Eugenio Montale per primo contribuì a costituire il Fondo Manoscritti nel 1969 con la donazione di alcuni preziosi block-notes e, a più riprese, incrementò con altre carte il nucleo originario, ulteriormente implementato in anni più recenti grazie alla donazione di materiali autografi, librari ed iconografici da parte della governante del poeta, Gina Tiossi.

Grazie all’appassionato impegno di Maria Corti, il Fondo pavese si arricchì progressivamente delle carte autografe di numerosi autori, tra i più prestigiosi del nostro Novecento, per lo più tramite importanti donazioni. Fra coloro che subito aderirono all’iniziativa pavese, consegnando negli anni Settanta i propri “scartafacci”, ricordiamo Alberto Arbasino, Romano Bilenchi, Italo Calvino, Franco Fortini, Gianandrea Gavazzeni, Giovanni Giudici, Mario Luzi, Luigi Malerba, Alberto Moravia, Albino Pierro, Antonio Porta, Vittorio Sereni, Maria Luisa Spaziani, Paolo Volponi, Andrea Zanzotto e Cesare Zavattini.

Benché l’archivio fosse inizialmente destinato a raccogliere le testimonianze autografe di autori contemporanei, Il Centro nel corso degli anni ha poi rivolto l’attenzione anche all’Ottocento: tra gli ingressi ottocenteschi più ragguardevoli è da menzionare la straordinaria collezione foscoliana donata  dal prof. Gianfranco Acchiappati, costituita da lettere autografe di Ugo Foscolo a vari destinatari, missive di suoi contemporanei e da una preziosissima raccolta di oltre trecento edizioni originali di opere del poeta e di volumi a lui appartenuti.

Oltre agli archivi letterari in senso stretto, sono stati acquisiti anche fondi di giornalisti, scienziati, studiosi, autori teatrali, operatori culturali, editori, riviste: il Centro conserva, per esempio, carte di Indro Montanelli e Sergio Romano, lettere di Rita Levi Montalcini, archivi di Benvenuto Terracini, Federico Zardi, Arturo Rossato, delle riviste “Il Convegno”, “Officina” , “Gulliver” e “Alfabeta”, della casa editrice “Novissima” e delle Edizioni della Meridiana.

Di molti autori, come Saba, Quasimodo, Gatto, Morselli, Meneghello, Ottieri, Amelia Rosselli, si conservano archivi assai consistenti che rappresentano la totalità della documentazione superstite, tale da illustrare l’intero percorso della loro attività letteraria e culturale; di altri scrittori, come Gadda, Bacchelli, Calvino, Luzi, Moravia, Pasolini, Sereni, Volponi, Natalia Ginzburg, il Centro custodisce materiali relativi ai percorsi elaborativi di singole opere. Molti gli archivi frammentati di cui il Centro conserva una parte cospicua, come il fondo Carlo Levi. Di Ennio Flaiano si è acquisito l’intero archivio letterario, mentre i carteggi e i materiali che riguardano l’attività cinematografica si trovano a Lugano presso l’archivio Prezzolini.

Solo in alcuni casi è stato possibile salvaguardare l’aggregazione dell’archivio propriamente detto e della biblioteca di uno scrittore: il Centro conserva insieme le carte di Giorgio Manganelli e la sua ricchissima biblioteca, il vastissimo archivio di Alfredo Giuliani e la sua imponente biblioteca, così come sono state acquisite le carte  e la biblioteca di Roberto Sanesi. La poetessa Jolanda Insana ha pure donato una parte della sua biblioteca, oltre all’archivio letterario. Il Centro custodisce inoltre la biblioteca di Maria Corti e una preziosa raccolta di volumi di Eugenio Montale, spesso impreziositi da dediche.

 

Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei
Strada Nuova 65 – 27100 Pavia, tel.: +39 0382 984483, fax: +39 0382 984641
mailto:fondo.manoscritti@unipv.it

Aggiornamenti a cura di Gabriele Rossini