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Novità e informazioni

  • Insegnante, docente universitaria, critica, scrittrice, fondatrice del Centro Manoscritti (Milano 1915 - 2002) 

Maria Corti nasce a Milano, dove si forma alla scuola di Antonio Banfi e Benvenuto Terracini. Insegnante nelle scuole secondarie superiori, poi docente universitaria a Lecce e a Pavia, dove fonda nel 1969 il Fondo manoscritti di autori contemporanei (poi Centro di Ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei). Ha collaborato a Paragone e La Repubblica, codiretto Strumenti critici, Alfabeta, Autografo, e curato la collana editoriale Nuova Corona di Bompiani. Tra gli studi: Metodi e fantasmi (1969 e 2001), Principi della comunicazione letteraria (1976), Dante a un nuovo crocevia (1981), La felicità mentale. Nuove prospettive per Cavalcanti e Dante (1983), Percorsi dell'invenzione. Il linguaggio poetico e Dante (1993); tra le opere narrative: L'ora di tutti (1962), Il ballo dei sapienti (1966), Il canto delle sirene (1989), Ombre dal fondo (1997).
[Cfr. Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto della enciclopedia italiana, voce 'Corti, Maria' di Cristina Montagnani; Dizionario della letteratura italiana, a cura di Sergio Blazina, Milano, Garzanti, 2005, p. 236; Dizionario biografico delle donne lombarde, a cura di R. Farina, Milano, Baldini & Castoldi, 1995, pp. 346-347]

I circa 8.300 volumi della biblioteca di Maria Corti posseduti dal Centro Manoscritti - per 3.200 dei quali è disponibile la registrazione bibliografica sul catalogo collettivo in linea dell'Università di Pavia e per i rimanenti dei quali è disponibile la registrazione su schede cartacee - sono la risultante di donazioni progressive effettuate dall'Autrice nel corso della sua esistenza e documentano in modo organico gli sviluppi della poesia e narrativa contemporanea, in particolare italiana, sia dal punto di vista dei testi che della relativa saggistica. Molti esemplari sono posseduti in prime edizioni - rare e di pregio - ormai irreperibili sul mercato editoriale.

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  • Docente universitario, giornalista, poeta, narratore (Mombaroccio 1924 - Roma 2007)

Alfredo Giuliani nasce a Mombaroccio (PU), e si trasferisce presto a Roma, dove si laurea in filosofia. Aderisce alla Neoavanguardia, collaborando al Verri e curando l'antologia I Novissimi. Docente di Letteratura italiana nelle università di Bologna (1971-1979) e Chieti (1980-1995), collabora con diversi quotidiani, tra cui La Repubblica. Tra le raccolte poetiche: Povera Juliet (1965), Il tautofono (1969), Versi e non-versi (1986).
[Cfr. Dizionario della letteratura italiana, a cura di Sergio Blazina, Milano, Garzanti, 2005, p. 365 (Storia della Letteratura Italiana, fondata da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno, vol. XIV)]

La ricca biblioteca dell'Autore, che consta di 16.500 volumi monografici - talora in edizioni rare e a tiratura limitata, spesso provvisti di annotazioni, postille e dediche autografe - e di 350 testate di periodici, documenta in modo sistematico i molti e vari interessi culturali del possessore. Acquisita dal Centro Manoscritti nel 2009, per il tramite della Fondazione Maria Corti, è attualmente in corso di catalogazione.

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Scrittore, saggista, traduttore dall’inglese, giornalista (Milano 1922 - Roma 1990)

Laureato in scienze politiche all’Università di Pavia, insegna per qualche anno nelle scuole medie superiori; assistente di letteratura inglese presso l’Università di Roma, si dimette nel 1971. Esordisce con il romanzo Hilarotragoedia nel 1964, l’anno successivo alla consacrazione palermitana del Gruppo ’63. E’ stato tra i redattori della rivista “Grammatica”. Collaboratore di vari giornali e settimanali, è stato consulente editoriale di Einaudi, Adelphi e Mondadori; con Dante Isella ha fondato e diretto la Fondazione Pietro Bembo. Ha tradotto Poe, Eliot, O. Henry, Chapman. Della sua corposa produzione narrativa e critica si ricordano Nuovo commento (1969), Agli dei ulteriori (1972), A e B (1975), Sconclusione (1976), Pinocchio: un libro parallelo (1977), Centuria (1979), Amore (1981), Dall’inferno (1985), Laboriose inezie (1986), Rumori o voci (1987), Improvvisi per macchina da scrivere (1989), La palude definitiva (1991).

Costituita da più di 15.000 volumi, di cui cui 11.500 catalogati, la biblioteca privata dello scrittore Giorgio Manganelli, giunta per donazione al Centro Manoscritti tra il 1990 e il 1991, testimonia la straordinaria vastità e varietà di interessi dello scrittore: assai ricche sono le sezioni della letteratura italiana (dal Due al Novecento), inglese e americana (settori molto consistenti), latina e greca, francese, tedesca, spagnola e ispanoamerica, portoghese, russa, araba e orientale. Ben rappresentate le aree della storia, filosofia, politica, sociologia, antropologia, storia delle religioni, psicologia, psicoanalisi, musica e storia dell’arte. Cospicua la presenza di collane, dizionari e opere di consultazione. Oltre ad alcune decine di volumi antichi, il Fondo Manganelli raccoglie una straordinaria quantità di libri rari, in particolare prime edizioni del '900. Moltissimi volumi della biblioteca sono arricchiti e impreziositi da segni di lettura, postille autografe dello scrittore e dediche degli autori. (cfr. la sezione Vetrina della rivista “Autografo” n. 45 (2011): Federico Francucci, L’archivio Giorgio Manganelli al Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia. Le carte, i libri, i quaderni, pp. 221-237).

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Nel novembre 2004 il Centro Manoscritti ha ricevuto una generosa donazione di carte e libri di Eugenio Montale effettuata con ammirevole sensibilità da Gina Tiossi, che fu per molti anni insostituibile assistente del grande poeta.
La donazione, avvenuta nel segno di una lunga fedeltà alla memoria di Montale e della moglie Drusilla Tanzi, riguarda un nucleo assai rilevante di materiali autografi, iconografici e bibliografici che hanno utilmente integrato le cospicue raccolte montaliane già presenti al Centro, per volontà dello stesso poeta.
Oltre a manoscritti e dattiloscritti di Montale, lettere, disegni, fotografie e oggetti (come la macchina da scrivere del poeta o la celebre upupa impagliata) Gina Tiossi ha donato al Centro una pregiata collezione, pressoché completa, delle edizioni originali delle opere di Montale e di traduzioni da lui eseguite: si tratta di volumi rari, talora impressi in un numero assai limitato di copie, anche fuori commercio, spesso impreziositi da affettuose dediche autografe per lo più a Gina o a “Mosca” (Drusilla Tanzi). Si segnala, ad esempio, l’esemplare della terza edizione degli Ossi di seppia (Lanciano, Carabba, 1931) con dedica autografa a Elio Vittorini, da quest’ultimo “girato” alla Mosca, dopo averlo fittamente annotato.
La raccolta, di pIù di 400 volumi, comprende inoltre una ricca sezione di opere con prefazione o a cura di Montale, di libri di critica montaliana e curiose traduzioni delle sue opere nelle lingue più varie, come arabo, greco, ebraico, cinese, macedone, persiano, esperanto, sanscrito, hindi.
Sono presenti anche alcuni volumi della biblioteca del poeta, tra cui prime edizioni e esemplari con dediche a Montale, come l’edizione del 1927 di Senilità con la dedica autografa di Italo Svevo.

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  • Poeta, scrittore, drammaturgo, librettista (Vicenza, 1882 - Milano, 1942)

Fin dall’inizio del ‘900 si trasferisce a Milano, dove vive per il resto della vita e dove si fa notare da principio per la pubblicazione di versi e novelle. In ambito giornalistico collabora come polemista politico al quotidiano “Avanti!”  e poi al “Popolo d'Italia” (firmandosi “Arros” e “Uno qualunque”). Acceso interventista, partecipa come volontario alla prima guerra mondiale, combattendo come tenente di fanteria sul fronte del Caffaro e del basso Trentino, dove si procura lesioni polmonari permanenti. Inizialmente sostenitore del Mussolini socialista, assume in seguito posizioni più critiche verso di lui e le politiche del movimento fascista. Nel primo dopoguerra si impone come prolifico autore di poesie, in lingua italiana e in dialetto veneto, racconti e pièces teatrali, sia drammatiche che comico-vernacolari, sostenendo la conservazione e diffusione del teatro dialettale. Approda quindi alla commedia musicale, ottenendo grande successo con gli affreschi caricaturali in dialetto veneto Nina, no far la stupida (1922) e La biondina in gondoleta (1926).
Carattere intransigente e pugnace, è spesso al centro di accese polemiche, condite da attacchi, denunce e persino duelli.
Entrato nel 1920 in relazione di lavoro e di amicizia con il musicologo Nicola D’Atri, che individua in lui il librettista ideale per Riccardo Zandonai, scrive i libretti di tutti i successivi melodrammi del maestro trentino, tra cui Giulietta e Romeo (1921), I cavalieri di Ekebù (1925), Giuliano (1928). La produzione librettistica di Rossato è peraltro sterminata, annoverando la collaborazione con parecchi musicisti del suo tempo, tra cui Franco Alfano (Madonna Imperia, 1927; L'ultimo Lord, in collaborazione con V. Falena, 1930), Felice Lattuada (La tempesta, 1922; Le preziose ridicole, 1929; Don Giovanni, 1929), Arrigo Pedrollo (Maria di Magdala, 1924), Mario Persico (La bisbetica domata, 1931), Antonio Veretti (Il favorito del Re, 1932; Burlesca, 1942-45).
Tra le opere in prosa vanno ricordati il romanzo L'elmo di Scipio (1919) e il libro di memorie Basso ostinato (1939).
Dopo la crisi del sodalizio con D’Atri-Zandonai, nel 1937, si acuisce in Rossato un progressivo distacco dalla realtà, testimoniato dal lungo romitaggio nella casa di campagna di Lucino-Montano (CO), dove vive con la moglie Giuditta e la figlia Laura, che rimane erede del suo lascito letterario.

[cfr. Enciclopedia italiana, vol. 30 (1936); A. Cassi Ramelli, Libretti e librettisti, Milano, Ceschina, 1973; J. Streicher, Le lettere di Franco Alfano ad Arturo Rossato (1920-1940), in Ultimi splendori: Cilea, Giordano, Alfano, a cura di Johannes Streicher, Roma, ISMEZ - Istituto Nazionale per lo Sviluppo Musicale nel Mezzogiorno, 1998, pp. 753-836; Biblioteca Civica e Archivi Storici di Rovereto, Epistolario Riccardo Zandonai, 2001- (banca dati in linea)].

I libri a stampa del fondo archivistico di Arturo Rossato comprendono 95 volumi rilegati. Tra di essi:
- edizioni a stampa di commedie, drammi, libretti, raccolte di poesie e di novelle (36 volumi pubblicati tra il 1905 e il 1950);
- 4 volumi rilegati di complessivi 31 libretti a stampa di opere (1922-1937);
- spartiti musicali a stampa (tra gli altri, 22 riduzioni di melodrammi per canto e pianoforte, edite tra il 1922 e il 1938, e le musiche di Nina, no far la stupida, di Enrico Giachetti, Carmine Guarino, Andrea Ferretto, Felice Lattuada).

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  • Docente universitario, anglista, storico dell'arte, saggista, poeta (Milano 1930 - 2001)

Roberto Sanesi nasce a Milano; inizia la propria attività letteraria e di critico d'arte nel 1951 nell'ambito della rivista "Aut Aut", diretta da Enzo Paci. Nel 1957 fonda le Edizioni del Triangolo e, negli anni '60, la collana Piccola Fenice per l'editore Guanda. Anglista di fama, ha curato le edizioni di diversi autori inglesi e americani (tra gli altri T. S. Eliot, Dylan Thomas, Blake, Crane, Milton, Shelley), e alcune importanti antologie, tra cui Poeti inglesi del '900 (1960) e Poeti metafisici inglesi del Seicento (1961, 1976, 1990). Si è occupato di teatro in varie forme, collaborando con la Piccola Scala e il Piccolo Teatro di Milano, e curando per la Radio Svizzera Italiana adattamento e regia dell'Enrico V e del Riccardo III di Shakespeare e del Doctor Faustus di Marlowe; è autore del libretto d'opera Da capo, con musica di Gaetano Giani Luporini. Dagli anni '60 realizza opere di "scrittura visuale", esponendo in Italia e all'estero. Dal 1970 al 1975 è stato direttore artistico di Palazzo Grassi a Venezia.
Tra le sue raccolte poetiche: Il feroce equilibrio (1957), Rapporto informativo (1966), L'improvviso di Milano (1969), Alterego & altre ipotesi (1974), La cosa scritta (1981), Recitazione obbligata (1981), Téchne (1984), La differenza (1988), Senza titolo (1989), Mercurio (1994); tra le prose creative: La polvere e il giaguaro (1972), Carte di transito (1989).

La biblioteca di Roberto Sanesi consta di 6.500 volumi monografici, spesso fittamente postillati e interfoliati con appunti di pugno dell'Autore, articoli di giornale e lettere. Sono altresì presenti 430 fascicoli di periodici, per complessive 160 testate. La raccolta, acquisita dal Centro Manoscritti nel 2006 e attualmente in fase di trattamento catalografico, documenta con singolare ricchezza e varietà di accenti i molteplici interessi culturali del possessore, che spaziano dalla letteratura anglo-americana (testi e saggi), alla storia dell'arte, in particolare contemporanea, alla teoria e tecnica della traduzione (vi sono attestati numerosi esemplari di classici della letteratura in lingua inglese tradotti dall'Autore in italiano, nonché tradotti da altri nelle principali lingue occidentali).

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Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei
Strada Nuova 65 – 27100 Pavia, tel.: +39 0382 984483, fax: +39 0382 984641
mailto:fondo.manoscritti@unipv.it

Aggiornamenti a cura di Gabriele Rossini